Proposta per il piano di recupero dell'ex-caserma dei Vigili del Fuoco di Treviso denominata "area Gelsomino".
L'area dismessa e abbandonata del complesso dell'ex caserma dei Vigili del Fuoco di Treviso, il cui piano di recupero è denominato Gelsomino, rientra nel programma dei piani urbanistici attuativi del Comune. La proposta di progetto parte dalla volontà della Committenza di abbattere tutti gli annessi ed edifici accessori, preservando la villa esistente e in posizione centrale al lotto che, seppur non vincolata, è una pregevole architettura qualificante per il panorama della zona ed elemento di prestigio per la destinazione quasi esclusivamente residenziale. In prima analisi si è preferito lasciare il fronte e i lati della villa liberi e raggruppare la consistente volumetria (circa 10000mc) di nuova edificazione ai lati del lotto, andando a costituire due ali che si aprono verso la strada, destinando invece la porzione centrale del lotto esclusivamente a giardino, aree pavimentate, specchi d'acqua e arredo urbano per la sosta, configurandosi come una "corte" in cui si ritaglia uno spazio gradevole e vivibile, a metà tra il pubblico e il privato ed esclusivamente pedonale. La viabilità (ad un unico senso di circolazione) è stata confinata lungo il perimetro esterno del lotto, in modo da separare nettamente i flussi e non compromettere la vista nobile verso la corte con il traffico di parcheggi e strade. Le abitazioni sono tutte in duplex, suddivise dagli alti setti tra i quali è posto anche, nella parte centrale di ciascuna ala, il blocco scale che conduce al ballatoio distributivo non climatizzato del secondo piano, orientato verso l'esterno del lotto. Via via che l'edificio si alza, i piani tendono a spostarsi a sbalzo verso l'esterno del lotto, in modo da lasciare più spazio verso il centro della corte e da determinare un loggiato, un passaggio di servizio coperto sul retro dove insistono i garages e i blocchi servizi. Gli appartamenti al piano terra si aprono sulla porzione di verde di proprietà, la cui delimitazione avviene esclusivamente con cespugli e siepi, sulla quale si affaccia anche la relativa zona notte al piano primo. La zona giorno degli appartamenti al secondo piano si affaccia invece su di un'ampia terrazza che da' verso l'interno della corte e che si trasforma in una sorta di giardino in quota, grazie alle vasche di verde poste all'estremità -che impediscono l'affaccio diretto sulla proprietà sottostante- . La distribuzione dell'ambiente domestico cerca di privilegiare le viste private su ritagli di verde -ogni appartamento con questa conformazione infatti vive in modo autonomo i propri accessi, spazi e affacci verso l'esterno. Al secondo piano si sono compattati i locali e i passaggi servienti a ridosso dei muri di spina, in modo da lasciare alla zona giorno e notte la possibilità di godere di vani di ampie dimensioni e, spesso, con vedute che vanno da un'estremità all'altra.

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