Il progetto prevede la ristrutturazione del centro di Salute Mentale di Mirano che sorge sull'area attigua a quella dell'ospedale. Si è invece progettato interamente la porzione di fabbricato che ospita la "terapia occupazionale" partendo dal presupposto che non debba essere una riproposizione degli schemi e stilemi esistenti. Tanto più che il centro storico si presenta disomogeneo, costituito da frammenti tipologicamente e architettonicamente differenti, non coevi tra loro, ma che tuttavia armonizzano e dialogano. La sua posizione, fuori dal centro storico ed in fregio di un parcheggio contribuisce a dare l'idea di quinta riqualificando l'area a dandole proporzione e valenza urbana. L'edificio è caratterizzato da due coppie di volumi cubici sostenuti da colonne metalliche che formano uno spazio porticato, elemento caratteristico della tradizione veneta. Sono collegati tra loro da un corpo a 2 piani e al piano terra si accede da un grande portone. La simmetria di facciata enfatizza l'accesso che diventa punto riconoscibile fin dal parcheggio. Sempre in corrispondenza dell'ingresso una grande vetrata trasparente sostenuta da una struttura speciale in acciaio inox fa da tramite tra interno ed esterno infondendo una luminosità diffusa grazie a 6 lucernai posti nella copertura in aggetto. Si è cercato di favorire l'inserimento urbano e la funzione: la trasparenza della zona ingresso permette di intravedere l'interno del fabbricato e tenta di dare permeabilità ad un mondo che spesso viene emarginato.

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